I NOSTRI ORTI
Questo blog è nato per un progetto di condivisione di esperienze di coltivazione, di tradizioni contadine, di semi di varietà tipiche o antiche.
Quindi perchè non condividere anche le immagini dei nostri orticelli o anche coltivazioni in vaso per chi non dispone di terreno?
Chi vuole può aderire al blog, che è aperto ad ogni collaborazione purchè conforme al progetto iniziale, chi invece desidera solamente che venga pubblicata la foto (o le foto) del proprio orto o orto-balcone può inviarle a noi che provvederemo a metterle sul blog.
In ogni caso l'indirizzo e-mail di riferimento è il seguente: xxxamicidellorto@virgilio.it togliendo le 3 x iniziali antispam.
Per iniziare:
un orticello di Corsica, pochi metri quadrati dietro il ristorante “U Fanale” di Barcaggio coltivati dalla signora Christiane:

A destra in basso la cicoria, dietro le zucchine, in centro il cavolo nero toscano e dietro le bietole, a sinistra i cetrioli e i pomodori, con dei tutori metallici a spirale. Poi fiori, erbe aromatiche in vaso.
Contro il muretto che divide il piccolo orto da altre proprietà, un cespuglio di finocchio selvatico ed un grosso cactus “San Pedro” (Trichocereus pachanoi) di 35 anni, alto oltre 4 metri.

Il cactus fiorisce abbondantemente sulle varie punte, con vistosi fiori bianchi molto profumati che si aprono di notte e sfioriscono nella tarda mattinata.
CASSELLE
(Bunias erucago) Famiglia: Crucifere
di Angelo Passalacqua
Motivi tecnici mi impediscono di inserire foto, rimando a prima possibile.
Bunias, dal greco "collina", è conosciuta coi nomi dialettali di casselle, cascelle, navone selvatico, ghiffli e molti altri. Risente molto dei diserbanti e si trova di rado nei coltivi, mentre i pastori la conoscono molto bene e continuano ad apprezzarla. Destino ingrato per una pianta apprezzata fin dall'antichità, Plinio decanta la bontà del cavolo selvatico di Norcia, altro nome della casselle, era intensamente coltivata dai contadini. Di questa coltivazione è rimasta traccia in zone di Marche ed Abruzzo, in particolare nel paese di Barchi, gli orti di bunias erano detti "rafaneti",dato che i botanici denominano molte crucifere come rafano selvatico. Nulla a che vedere con quello che viene comunemente chiamato rafano, la radice piccante di armoracia rusticana.
http://luirig.altervista.org/photos/bunias_erucago.htm
La pianta è annuale, cresce con le piogge autunnali-invernali, i fiori sono i tipici della specie, gialli coi quattro petali disposti a croce, mentre la siliqua coi semi è molto particolare, inconfondibile. Nell'Italia del Nord si trova una varietà di bunias, precisamente Bunias orientalis L.
http://www.dipbot.unict.it/alimurgiche/scheda.aspx?i=15
Ricette con la bunias sono presenti in molte regioni, si và dalla focaccia ripiena alle gustose zuppe dei pastori, la "crescia onta", la polenta e ghiffli, la minestra di foglie e radici, e tante, tante altre. Della pianta si usano le foglie, in rosetta o singole, crude e cotte, il sapore ricorda la rapa e il cavolo. Anche la radice viene mangiata cruda, il sapore qui è simile al ravanello, o cotta.
Il Karkadè
di Paolo Basso
Il suo nome scientifico è Hibiscus sabdariffa, è una pianta erbacea dei climi caldi che da noi può essere coltivato come annuale nel periodo estivo.
E' molto simile all'Okra (Hibiscus esculentus) e conviene seminarlo in vasetto tenuto al caldo, in modo che possa essere piantato appena le temperature notturne superano i 15°. Volendo può essere anche coltivato in vaso.

Per la bevanda, dissetante e digestiva, si utilizzano i fiori in infuso. I fiori si aprono al mattino e durano poco, quando cadono le corolle si sviluppa un frutto che cresce rapidamente,
La varietà di cui ho ricevuto i semi è molto fiorifera, altre varietà invece fioriscono più tardivamente. Ovviamente togliendo i fiori si impedisce la fruttificazione e la raccolta dei fiori dura più a lungo.
SPINACIO FRAGOLA
di Angelo Passalacqua
Chenopodium virgatum (capitatum)
Famiglia: Chenopodiacee
Le varietà di spinacio si suddividono tra estivi, invernali e perenni. Non vi annoio con la descrizione botanica e le tecniche colturali degli spinaci, sono certo che non sia necessario (o ne riparliamo in seguito...).

Questa particolarissima varietà gradisce terreno e clima fresco, và seminata a Febbraio-Marzo, le sue piccole foglie non possono certo competere con quelle enormi del Gigante d'America o del Mostruoso di Virofly! Occorre mettere parecchie piante per avere quantità sufficiente di foglie, il vantaggio delle piccole dimensioni fogliari è la minore perdita di acqua. Per intenderci, non avviene il veloce appassimento delle foglie dell'atreplice, per esempio.

Il "punto di forza" dello spinacio-fragola è nella produzione di attraenti "frutti", simili a piccole fragole, di cui, però, non hanno il gusto! Sono comunque graditi al palato, solo che, come per le foglie, per averne in quantità bisogna mettere molte piante.

Due o tre piante in vaso fanno un "belvedere", anche in piccoli spazi.
Withania somnifera
di Paolo Basso
E' chiamata in India Ashwagandha, in inglese Indian ginseng, usata nella medicina ayurveda per parecchie patologie, ma sopratutto ha potere calmante e sonnifero, come appunto recita il nome specifico.

Pianta di Withania somnifera di due anni
E' una solanacea, si propaga facilmente da seme, ma è possibile anche la talea. i fiori sono poco vistosi, i frutti piccoli rossi racchiusi in un palloncino come le Physalis.

Fiori e frutti in formazione
La pianta è perenne in clima mite, sopporta leggere gelate, ma in altri climi può essere coltivata come annuale o in vaso da ritirare in inverno.
Tutte le parti della pianta contengono i principi attivi, nella medicina ayurveda viene usata di preferenza la radice, io preferisco utilizzare le foglie essiccate per una tisana.
Ho avuto problemi di insonnia e devo dire che ha funzionato meglio di tisane commerciali con miscele di erbe.
In rete è possibile trovare parecchie info su questa pianta, io mi sono limitato alle mie esperienze di coltivazione e utilizzo.
Lotta biologica con le coccinelle
di Paolo Basso
Da alcuni anni ho sviluppato questo sistema per combattere afidi e acari utilizzando le coccinelle. Le coccinelle si riproducono velocemente, ma solo se trovano un abbondante cibo e solitamente quando ormai la stagione è avanzata e i nostri fagiolini, patate e altro sono in piena emergenza afidi
Io coltivo fave tutto l'inverno, le semino man mano che pulisco il terreno togliendo pietre e radici di infestanti. In inverno difficilmente si trovano afidi neri sulle fave ma appena le temperature diventano più miti molti apici delle piante sono colonizzati dagli afidi. Basterebbe togliere le punte tenere, ma io preferisco che queste colonie di afidi si sviluppino bene, tanto le fave ormai sono ingrossate e non vengono attaccate.
Ben presto però si moltiplicano le coccinelle, proprio grazie a questa abbondanza di cibo ed io ad oggi ho il mio terreno praticamente invaso da questi utilissimi e graziosi insetti. Ora sto togliendo le fave, quelle ultime che lascio venire grosse per conservarle a sacchetti nel freezer e le coccinelle sono ovunque, ortaggi e alberi da frutto. Non si vedono afidi in giro, neanche sulle rose, come compare qualche colonia dopo alcuni giorni è sterminata... non ci credete?? Guardate queste foto fate oggi in pochi minuti.

Cima di pianta di fave che era infestata, si possono notare due larve di coccinella di cui la più grande, in centro, sta fissandosi per trasformarsi in adulto. Una larva in trasformazione è a destra in basso.

Larva in trasformazione su foglia di patata Vitelotte, che è stata ripulita dagli afidi verdi.
Coccinella in movimento su una cima che era infestata, sotto si trova una larva (pupa)

Questa poi è la più curiosa: è la mia bottiglia di acqua da bere che ho lasciato alcuni giorni sotto un mandorlo vicino ai pomodori. Il colore del tappo ha attirato molti afidi volanti, sterminati dalle larve di coccinella che potete vedere. Ci sono spoglie di afidi, esuvie di larve di coccinella che hanno fatto la muta, larve di coccinella di varie misure.
Come potete vedere, se si sfruttano adeguatemente le risorse che ci da' la natura si possono evitare tutti i fitofarmaci e mangiare verdure perfettamente biologiche.
Ora seminerò i fagiolini rampicanti (sono un po' in ritardo) sicuro che non li avrò invasi dai soliti afidi neri.
Con il permesso dell'autore, questa foto dal forum Agraria.org

Larva di coccinella a caccia di afidi - Foto di Flavio Rabitti
Una foto di oggi, 30 maggio:

due coccinelle, dopo una giornata di ronda sui miei pomodori, si concedono un po' di svago...
CIPOLLA EGIZIANA
di Angelo Passalacqua
Allium cepa var. viviparum (proliferum) Fam. Liliacee

Cipolle egiziane con vegetazione spontanea di consociazione
Marie Luise Kreuter, nel suo libro "Der biogarten", parla di questa cipolla come "una curiosa rarità dall'orto del contadino di una volta". La particolarità di questa cipolla è che non produce semi ma bulbilli perfettamente formati, in miniatura. Infatti, viviparo ( da "vivus", "vivo" e "parus", "partorisco") in zoologia significa "animale che partorisce figli vivi e già sviluppati mentre in botanica "pianta che produce bulbilli e non semi". "Proliferum", da proliferare, da una pianta nascono molte piante uguali. Se la cipolla non viene tolta dal terreno, rivegeta nuovamente. Altri nomi comuni sono Albero della cipolla, cipolla che cammina, ecc.

I bulbilli, qui ancora senza foglie, possono variare di numero e relativa pezzatura

Sommità di pianta a completo, i bulbilli sono pronti per la raccolta.
La coltivazione della cipolla egiziana non presenta nessuna difficoltà, basta interrare i bulbilli staccandoli dalla pianta-madre, non teme il gelo e la neve, sverna in campo senza problemi, è estremamente resistente alle malattie.
Si possono utilizzare le cipolle, estraendole dal terreno come le normali varietà, la pezzatura è media-grande, i bulbilli come "cipolline". Se raccolti prima della maturazione completa, prima che si formi la "tunica" rossa, i bulbilli si prestano alla conservazione sottaceto.
Link:
http://en.wikipedia.org/wiki/Tree_onion
Elenco dei post
Per comodità di consultazione del blog abbiamo pensato di inserire un elenco dei post, che verrà tenuto aggiornato.
Lotta biologica con le coccinelle
Erbe spontanee: il caccialepre
Raccolta e frangitura delle olive
Filosofia, scienza e luoghi comuni
Pomodorino di Ercolano o del Vesuvio
Varietà di pomodoro: Nuits australes
Bancale riscaldato parte seconda
Orto nella scuola di Rivalta Bormida
Banchetto riscaldato per semine anticipate
La coltivazione ortiva della fava
Talee di pomodoro
di Paolo Basso
Con la talea è possibile ottenere piantine di pomodoro con le stesse caratteristiche della pianta madre e con un buon apparato radicale, che non ha nulla da invidiare a quello delle piantine da seme.
Può essere conveniente utilizzare questa tecnica per avere piantine per una piantagione più tardiva o per rimpiazzare delle piante danneggiate da parassiti o altro.
Per le talee si possono vantaggiosamente utilizzare le femminelle, specialmente quelle più basse. Io uso un sistema che ritengo molto comodo e semplice: piegando la femminella verso il basso, si stacca quasi completamente dal tronco della pianta restando però ancora attaccata alla corteccia.
Dopo qualche giorno la femminella sarà curvata verso l'alto ma alla sua base iniziano a formarsi delle radici, come si può vedere dalla foto.


Questa femminella può quindi essere messa in vasetto per radicare ulteriormente oppure piantata direttamente, proteggendola dal sole diretto.e tenendo ben umido il terreno.
Altro sistema è quello di staccare le femminelle e di metterle a radicare in acqua per circa una settimana. Una volta formate le radici si possono mettere in vasetto o piantate direttamente come detto prima.

In entrambi i sistemi conviene eliminare le foglie più basse delle femminelle.
Questo sistema di propagazione può anche essere utilizzato per ottenere semi in purezza. Si prelevano le femminelle da piante che hanno frutti conformi alla varietà (ma che potrebbero derivare da impollinazione incrociata) e si fanno piantine che poi verranno fatte fruttificare in posizione isolata.
Aggiornamento dopo 12 giorni
Questa è la pianta della prima foto, messa in vasetto e pronta al trapianto

Queste invece sono le talee messe in acqua:



