amici dell'orto

mercoledì, 13 maggio 2009

Talee di pomodoro

di Paolo Basso


Con la talea è possibile ottenere piantine di pomodoro con le stesse caratteristiche della pianta madre e con un buon apparato radicale, che non ha nulla da invidiare a quello delle piantine da seme.

Può essere conveniente utilizzare questa tecnica per avere piantine per una piantagione più tardiva o per rimpiazzare delle piante danneggiate da parassiti o altro.

Per le talee si possono vantaggiosamente utilizzare le femminelle, specialmente quelle più basse. Io uso un sistema che ritengo molto comodo e semplice: piegando la femminella verso il basso, si stacca quasi completamente dal tronco della pianta restando però ancora attaccata alla corteccia.

Dopo qualche giorno la femminella sarà curvata verso l'alto ma alla sua base iniziano a formarsi delle radici, come si può vedere dalla foto.


Questa femminella può quindi essere messa in vasetto per radicare ulteriormente oppure piantata direttamente, proteggendola dal sole diretto.e tenendo ben umido il terreno.

Altro sistema è quello di staccare le femminelle e di metterle a radicare in acqua per circa una settimana. Una volta formate le radici si possono mettere in vasetto o piantate direttamente come detto prima.


In entrambi i sistemi conviene eliminare le foglie più basse delle femminelle.

Questo sistema di propagazione può anche essere utilizzato per ottenere semi in purezza. Si prelevano le femminelle da piante che hanno frutti conformi alla varietà (ma che potrebbero derivare da impollinazione incrociata) e si fanno piantine che poi verranno fatte fruttificare in posizione isolata.

Aggiornamento dopo 12 giorni

Questa è la pianta della prima foto, messa in vasetto e pronta al trapianto

 

Queste invece sono le talee messe in acqua:



scritto da: caprettetibetane alle ore 22:27 | link | commenti (15)
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Commenti
#1    14 Maggio 2009 - 16:43
 
Che cos'è una femminella? Come si riconosce?
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente woodstock74

#2    14 Maggio 2009 - 21:07
 
Si chiamano femminelle o succhioni i rametti che crescono lateralmente al tronco, appena sopra l'attaccatura delle foglie.

Normalmente si eliminano per concentrare i frutti sul tronco principale.

Paolo
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#3    15 Maggio 2009 - 14:14
 
ma dai! questa non la sapevo! è molto interessante. grazie per aver condiviso con noi la tua esperienza, ciao da ottone
utente anonimo

#4    15 Maggio 2009 - 22:06
 
in realtà sono rami veri e propri quelli che vengono tolti dai pomodori per aumentare la dominanza apicale e dare nutrimenti ma apice e frutti. Vengono confusi con femminelle che nelle piante pluriennali (quindi non i pomodori) rappresentano la schiusura di gemme non ibernanti o che dovrebbero esserlo, ma che grazie ad una serie di circostanze (ormonali, climatiche, competitive eccc..) germinano nell'annata in corso. Non è che non esistano ma non ho mai visto un ramo di pomodoro con femminella... a meno che non ci sia uno sbilanciamento della pianta. Ma in quel caso sarebbe un succhione. In realtà tagliare l'apice e favorire il loro sviluppo è preferibile in casi di arrampicamento su ringhiere (o altri supporti larghi e bassi) ma ciò determinerà una produzione più lenta ma continua (questo comunque dipende dal numero di apici presenti, suolo, acqua, nutrimenti e luce ecc...).
I succhioni in realtà sono gemme ibernanti che schiudsono molto tempo dopo nelle piante pluriennali e nei pomodori io li ho spesso. Essendo più vicini alle radici sono preferiti come via dei nutrimenti e sparano in verticale crescendo forti e vigorosi. In alcune culture si sfruttano per sfruttare spazzi vuoti, ma creando una nuova dominanza apicale inibiscono gli altri apici.
Generalmente in un orto totalmente naturale come faccio io cerco di toglierli per non diminuire il vigore della pianta in generale ma l'ho spesso usato per ricostruire una pianta danneggiata più in alto da funghi o insetti. La seconda volta che ricresce la pianta spesso il problema scompare. In ogni caso, per dove vivo io, senza mastice ad ogni piccola ferita, è una tragedia di peronospera. Ciao!
utente anonimo

#5    15 Maggio 2009 - 23:21
 
Io non sono un tecnico, perlomeno in questo campo ;)
Ho sempre sentito definire femminelle quelle ramificazioni secondarie, che ad esempio nei meloni portano più facilmente il frutto.

Cara Ottone, siamo entrambi liguri quindi mi puoi capire bene: io ho affinato questa tecnica perchè anni fa' acquistavo le piantine (ibride) da un vivaio e con la talea moltiplicavo le piantine, risparmiando...

Paolo
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#6    16 Maggio 2009 - 15:58
 
ah ah c'è sempre da imparare dai liguri!
allora è sbagliato parlare di sfemminellatura? quale è il termine giusto?
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#7    16 Maggio 2009 - 19:41
 
"Femminelle" e "sfemminellinare" sono termini impropri ma oramai di uso comune per descrivere questa operazione, il cui fine principale vede la maturazione contemporanea dei pomodori e non più scalare. Non basta neanche dividere le varietà tra determinate ed indeterminate, dato che ce ne sono di semideterminate e semiindeterminate... I termini propri sono "scacchiatura", eliminare i germogli inutili (operazione che viene fatta anche per le viti, ad esempio) e "cimare", eliminare la cima. Vi segnalo una descrizione "tecnica" ma di facile comprensione:
http://www.agraria.org/coltivazionierbaceee/pomodoro.htm

Angelo

P.s. I Liguri tirchi ennesimo luogo comune...
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#8    17 Maggio 2009 - 20:10
 
ok, c'ho provato, mettendole a bagno nell'acqua. Vediamo se riesco.

una novellina

p.s. Non funziona la "ricerca", vorrei sapere se avete fatto qualche post riguardo gli afidi. Se sì, mettete il link qui che me lo leggo? Se no, quale può essere un rimedio naturale? Scusate se scoccio, ma mi piacerebbe davvero imparare.
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#9    17 Maggio 2009 - 20:46
 
Chiedo scusa a tutti, nel mio ultimo link c'è una "e" di troppo...

http://www.agraria.org/coltivazionierbacee/pomodoro.htm

Per gli afidi, metodi efficaci e naturali vanno dallo spruzzare acqua a pressione, utilizzare il sapone, il macerato di ortica "mordente", lo zolfo in polvere, e, soluzione per casi disperati, piretro naturale.

Angelo
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#10    19 Maggio 2009 - 19:23
 
Cari amici, grazie per l'ambiente che avete creato. Da quando vi ho scoperto circa un mese fa, continuo a leggervi, a seguire con grande interesse e divertimento le vostre considerazioni e i vostri scambi di esperienze-semi anche del 2008. Così mi è capitato di scoprire come è nata questa vostra bella compagnia e vi comunico che è prorpio da una delusione nei rapporti con un'associazione seed savers che mi è accaduto di trovarvi! Io tutta curiosa e appassionata chiedevo loro cosa implicasse la mia iscrizione e cosa mi avrebbero spedito (annuario, semi...) e non ho mai ricevuto risposta, mentre sui metodi di pagamento e quota associativa sono stati perfettamente esaurienti!
Vorrei chiedervi se è corretto scrivere qui e, se volessi aprire un nuovo argomento o farvi una domanda, come si fa.
Quelle che chiamano femminelle ho sempre capito fossero i piccoli getti ascellari.
Riguardo per esempio la semina del pomodoro mi è venuto un dubbio. Io ho sempre seminato nelle vaschette di carta delle uova o in piccoli vasini (quest'anno di coccio) per poi spostare le piantine in terra e anche seminando subito in terra. Il dubbio è: se semino in terra posso veramente evitare il trapianto come ho fatto finora o il trapianto rende più produttive le piante? Mi è venuto in mente perchè le piantine di cipolla nate da seme, da quando le ho spostate, hanno il bulbo che si è inrandito parecchio e le stesse piante mostrano di essere in sviluppo mentre quelle che erano lì da prima no. E tra l'altro lo sono da un anno e hanno il bulbo piccolo piccolo...è normale? E cosa mi dite del trapianto?
Grazie a tutti e a Paolo anche per le talee di pomodoro, proverò presto!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Ilaisola

#11    19 Maggio 2009 - 21:24
 
Benvenuta, se vuoi partecipare al blog basta che mi dai un indirizzo e-mail e ti mando l'invito tramite splinder. Non ci sono quote da pagare... ;)) e nessun regolamento, se non il rispetto reciproco.

Per quanto riguarda il trapianto, quasi tutte le piante ne traggono benefici, solo in certi casi è preferibile la semina diretta.

Paolo


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#12    21 Maggio 2009 - 18:56
 
Sì, anche io trapianto sempre tutto e mi trovo benissimo.
Claudia
utente anonimo

#13    28 Giugno 2009 - 22:43
 
Grazie Paolo,

i tuoi consigli sono utilissimi come sempre.
Ho due piante di pomodoro che il vento mi ha rotto (da tuoi semi) che vado subito a taleizzare.
Salutoni
Ti farò sapere
utente anonimo

#14    28 Giugno 2009 - 22:46
 
P.S. Sono Kassandra (Anna) dalla prov. di Pisa.
utente anonimo

#15    03 Luglio 2009 - 14:21
 
credo che le piante derivate dal seme siano molto più poduttive,ma l'idea di usare le femmimelle per eventuali problemi non male.
utente anonimo

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